"E vorresti urlare, rinnegare il cielo,
prendere a sassate tutti i sogni ancora in volo..."
Questi i versi di una famosissima canzone che ho in mente da un po'. Il motivo c'è, non riguarda me, non starò qui a spiegarlo, solo mi andava di condividere questa sensazione di tristezza assoluta di questi giorni.
Un'altra estate senza vacanze, un'altra estate torrida in cui non bastano 2 docce al giorno, non basta il buio con le persiane chiuse.
Il caldo torrido te lo senti nelle vene, e il corpo è inerme al sudore.
Non mi piace questa sensazione di oppressione sugli occhi, perché l'istinto è chiuderli.
E' lo stesso motivo per cui rifuggo le spiagge. Non mi piace il sole addosso, non mi piace l'abbattimento conseguenza del caldo.
Intanto tante persone passano e tornano nella mia vita.
C'è stato il matrimonio di Rossella, un autentico giorno di festa. Un giorno tutto bello dalla sera prima alla notte fonda del giorno dopo... è un sensazione indescrivibile poter essere e partecipare attivamente a quella celebrazione dell'amore così pura, originale, sincera.
Ho passato con Carmen delle settimane divertenti, istruttive, stressanti. Nonostante il lavoro. Nonostante lo scazzo. Era bello tornare e avere lei, con il suo ottimismo, che io non ho, il suo sorriso.
Ho passato dei giorni intensi con i miei genitori, snervanti. Si sono riproposte le stesse diversità. Abbiamo avuto gli stessi scontri.
Noi figli non cresciamo mai, secondo loro, ma a mio parere loro non vogliono vedere l'adulto che sei dietro l'immagine gigantesca del figlio che ti hanno appiccicata addosso.
Tutta la diversità ovviamente non va oltre l'affetto.
E poi le amiche. Così diverse l'una dall'altra. Non credevo di poter essere tanto triste e tanto felice per altre persone. Non credevo che sarei mai riuscita a soffrire così tanto per loro, a piangere di gioia e di felicità per loro.
E poi mia sorella, le lacrime a telefono per la notizia di un grande assente al matrimonio (speriamo l'unico). La complicità contro una situazione che snerva più lei che me, e il mio inevitabile senso di colpa, per non esserci. Mai. Quando servo.
Sì, una mia scelta, ma a volte mi girano proprio le palle.
E tutto questo si trasforma in un'aggressività perenne che fa fraintendere tutte le mie buone intenzioni.
Traliasciamo la mia lenta agonia lavorativa.
La mia perenne insoddisfazione.
...Io, almeno, un lavoro e mezzo ce l'ho.
Ricomincerò daccapo ora.
Proprio con la consapevolezza di questo lavoro e mezzo.
Vedremo quanti rifiuti sarò ancora in grado di sopportare.
E finisce così la cronaca di questi mesi.
Una nota di tristezza che non si spiega tanto.
Dicono che l'amore basta. Basta sì la sera, quando stremata guardi lui e sai che andrà bene, perchè "ci siete" voi.
Però durante il giorno, l'amore non basta.
O almeno, a me mi sa di no.
di disfatte e di SaL( Stato avanzamento Lavori)
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Nell'attesa di una pizza che si è trasformata in salatissimo hamburger con
strafrittissime onion ring intorno , mi è capitato di godere con un pizzico
d...
13 ore fa









2 commenti:
è sempre difficile confrontarsi con il mondo, l'importante è fare quello che piace e non quello che si deve
non vedo l'ora che vieni qui a dicembre...per quanto riguarda l'ottimismo e i sorrisi non credo che nn ti mancano è ovvio di tanto in tanto pensare in negativo e piagnucolare un po ma tu sei una forza della natura e poi me l'hai insegnato tu I SACRIFICI DI OGGI SONO I FRUTTI DI DOMANI :D splenderai cuginetta mia e presto!ti voglio bene
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